I

Data: Giovedì 12 ottobre 2017, ore 18:30

Luogo: Biblioteca cantonale di Bellinzona

Conferenza:
ll migliore dei corpi possibili: metodo anatomico e conoscenza medica in Galeno

DI LORENZO PERILLI

Professore di filologia classica, Università di Roma «Tor Vergata»
Direttore del Centro Studi di Antichità Matematica Filosofia «Forme del sapere nel mondo antico»

 

Nella storia della medicina, il secondo secolo dopo Cristo fu un momento decisivo. È l’età di Galeno, il «nuovo Ippocrate», il medico filosofo, medico di fiducia dell’imperatore Marco Aurelio. Galeno fu anche il padre dell’anatomia, alla quale seppe dare un contributo straordinario destinato a imporsi per oltre 1500 anni, fino almeno alla metà del sedicesimo secolo. L’anatomia, praticata sugli animali, è la chiave per comprendere l’opera perfetta di dio, il ruolo dell’uomo al vertice della scala naturae, la base di un progresso inarrestabile della conoscenza avviato da Aristotele: ma essa è anche all’origine di errori clamorosi che, garantiti dall’autorità indiscutibile di Galeno, saranno difficilissimi da comprendere e superare. È la scienza che si fa ideologia, e che dovrà attendere il genio anatomico di Andrea Vesalio, nella Padova del Cinquecento, per essere messa di fronte alla realtà.

 

Bibliografia sintetica:  Galen, On the Usefulness of the Parts of the Body, ed. M.T. May, Ithaca-N.Y, 1968. — Galeno, Procedimenti anatomici, a cura di I. Garofalo, 3 voll., Milano, 1991. — J. Jouanna, Médecine et philosophie: la réception de la science aristotélicienne chez Galien, in Y. Lehmann, ed., Aristoteles Romanus. La réception de la science aristotélicienne dans l’Empire gréco-romain, Acte du Colloque de Strasbourg, 19-21 Oct. 2009, Turnhout, 2013, 159-181. — R. J. Hankinson, Galen and the Best of All Possible Worlds, in «The Classical Quarterly» 39 (1989), 206-227. — L. Perilli, Aldus Manutius’ unfulfilled dream: Galen’s journey from Campo Sant’Agostin to Western Culture, in M. Ciavolella, R. Canalis, edd., The Illustrated Body. Printing, Anatomy and Art in the Renaissance, Turnhout, 2017 (in stampa). — A. Vesalius, The Fabric of the Human Body: An annotated translation of the 1543 and 1555 editions of “De Humani Corporis Fabrica Libri Septem”, ed. by D. H. Garrison and M. H. Hast, Basel, 2013.

 

II

Data: Giovedì 19 ottobre 2017

Luogo: Biblioteca Cantonale di Bellinzona

Conferenza:
Esculapio fra filantropia e misericordia

DI PHILIPPE MUDRY

Professore emerito di Lingua e letteratura latina
Università di Losanna

 

La deontologia ippocratica si rispecchia essenzialmente nelle regole di comportamento enunciate dal celebre Giuramento e nella formulazione del trattato dei Precetti «laddove è l'amore per l'umanità vi è anche l'amore per l'arte medica». A Roma, nel primo secolo d.C., compare presso gli autori di medicina (Celso, Scribonio) un nuovo concetto ignoto alla medicina greca in quanto differisce molto dalla filantropia ippocratica, la misericordia.

Stimata come espressione stessa del mestiere del medico, la misericordia costituisce una singolarità romana fondata su un profondo cambiamento del rapporto con l'altro. La medicina diviene un amorevole compito al servizio dei malati, qualunque sia la loro condizione sociale. Vi si può vedere un influsso della morale stoica che predica l'eguaglianza di fondo tra tutti gli uomini (Seneca). Si può anche fare l'accostamento, che non significa l'identificazione, con la figura del dio guaritore e salvatore Esculapio, il cui culto ha conosciuto una rapida espansione nel mondo romano. Allettante, ma cronologicamente difficile da sostenere, è anche l'analogia col cristianesimo.

 

Bibliografia sintetica:  Médecine et morale dans l’Antiquité, Entretiens sur l’Antiquité classique 44, Vandoeuvres-Genève: Fondation Hardt, 1997, 415 p. — Histoire du médecin, L. Callebat (dir.), Paris: Flammarion, 1999, 319 p. — Storia del pensiero medico occidentale I. Antichità e Medioevo, a cura di M.-D. Grmek, Bari: Laterza, 1993, 577 p. — L. Di Cioccio, Il giuramento di Ippocrate: attualità tra mitologia, storia e tradizione, Roma: CESI, 2007 — Ph. Mudry, Medicina, soror philosophiae, Bibliothèque d’histoire de la médecine et de la santé, Lausanne, 2006, 545 p. — J. Pigeaud, La maladie de l’âme, Paris: Belles Lettres, 1981, 588 p.

 

III

Data: Giovedì 9 novembre 2017, ore 18:30

Luogo: Liceo Cantonale di Bellinzona, aula multimediale

Conferenza:
Tra Occidente e Oriente. I medici personali di Dario il Grande: Democede di Crotone e Udjahorresnet di Saïs

DI FRANCESCO LOPEZ

Ph.D. in Storia della scienza, Università di Pisa

 

Lo studio comparato delle fonti classiche e orientali permette di cogliere l’operato di due medici personali del re dei Persiani Dario I: l’uno, Democede, magnogreco per provenienza, l’altro, Udjahorresnet, di origine egizia, già al servizio di Cambise II. Ci troviamo alla corte achemenide, in Susiana-Elam, tra l’inverno del 521 e l’autunno del 519 a.C. La ricostruzione delle dinamiche cronologiche apre la via al confronto tra due tradizioni mediche, ellenica ed egizia, non in termini generali, ma nello specifico delle concrete situazioni storiche. Come fu curata la lussazione della caviglia occorsa al re Dario? E la tumefazione al seno della regina Atossa? Con sguardo sinottico viene, quindi, osservata la figura complessa del sapiente-medico, oltre il paradigma tradizionale che contrappone magia e conoscenza scientifica. Il potere delle arti per la cura degli ammalati, nell'integrità di corpo e spirito, si realizza non senza rivolgere a più ampio raggio l'attenzione alla tutela del Vivente nella sua interezza.

 

Bibliografia sintetica:  F. Lopez, Il pensiero olistico di Ippocrate, vol. I-II, Cosenza: Pubblisfera, 2004-2008. — F. Lopez, La pelle come rappresentazione dell’interno nella testimonianza di Ippocrate, in «Dermeneutica, Rivista di dermatologia e cultura medica», Firenze-San Giovanni Valdarno, 2009. — F. Lopez, Nota metodologica: il contributo dell'Egitto faraonico alla storia dell'alchimia, in Scorci di Storia della Scienza, a cura di Frank M. L. e Pogliano C., Pisa: Pisa University Press, 2010. — F. Lopez, L'arte medica attraverso la pittura vascolare ed il rilievo: la malattia di Filottete, in Scorci di Storia della Scienza, a cura di Frank M. L. e Pogliano C., Pisa: Pisa University Press, 2010. — F. Lopez, Democede di Crotone e Udjahorresnet di Saïs. Medici primari alla corte achemenide di Dario il Grande, Pisa: Pisa University Press, 2015-2016.

 

IV

Data: Giovedì 16 novembre 2017, ore 18:30

Luogo: Biblioteca Cantonale di Bellinzona

Conferenza:
Le regard d'un médecin sur la société romaine du IIe siècle de notre ère: Galien de Pergame

DI VÉRONIQUE BOUDON-MILLOT

Directrice de recherche au CNRS
Directrice de l'UMR 8167 «Orient & Méditerranée», Université de Paris-Sorbonne (Paris IV)

 

On dressera un tableau de la médecine grecque au IIe siècle de notre ère à travers l'œuvre de Galien de Pergame. Ce digne héritier d'Hippocrate, dont l'œuvre colossale représente à elle seule plus du huitième de la totalité de la littérature grecque conservée ne s'est en effet pas contenté de commenter tous les principaux traités d'Hippocrate. Il a aussi rassemblé, dans la vingtaine de milliers de pages qui composent son œuvre, l'essentiel de la médecine hellénistique, de tradition hippocratique, pour laquelle il est bien souvent notre seule et unique source. Actif à Rome sous le règne de Marc Aurèle, Galien a soigné les humbles comme les puissants jusqu'à l'empereur lui-même qui lui décerna le titre de «médecin et philosophe» et pour lequel il prépara la célèbre thériaque. A travers quelques études de cas, on suivra le médecin dans l'exercice de son art pour mettre en évidence les traits majeurs de sa méthode médicale (diagnostic, thérapeutique et pronostic).

 

Bibliografia sintetica:  V. Boudon-Millot, Galien de Pergame. Un médecin grec à Rome, Paris: Les Belles Lettres, coll. Histoire, 2012 = trad. it. Galeno di Pergamo. Un medico greco a Roma, Roma: Carocci, 2016. — Galeno. Nuovi scritti autobiografici, Introduzione, traduzione e commento di Mario Vegetti, Roma: Carocci, 2013. — Galien, tome I: Introduction générale; Sur l'ordre de ses propres livres, Sur ses propres livres, Que l'excellent médecin est aussi philosophe, édition critique et traduction par V. Boudon-Millot, Paris: Les Belles Lettres, Collection des Universités de France, 2007. — Galien, tome IV: Ne pas se chagriner, édition critique et traduction par V. Boudon-Millot (avec la collaboration de J. Jouanna et A. Pietrobelli), Paris: Les Belles Lettres, Collection des Universités de France, 2010. — V. Nutton, Ancient Medicine, London: Routledge, 2004 (20132) = trad. fr. La médecine antique, Paris: Les Belles Lettres, 2016.

 

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