Associazione Italiana di Cultura Classica
Delegazione della Svizzera Italiana

in collaborazione con la Biblioteca Cantonale di Bellinzona


 INVITO
alla conferenza sul tema


Invito alla visita di Caria e Licia:
il Mausoleo di Alicarnasso
 
con la Prof.ssa Claudia Lambrugo
dell’Università degli Studi di Milano


Giovedì, 11 aprile 2013, ore 20.30
alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona
Via Stefano Franscini 30a




L’antica capitale della Caria, area sud-occidentale dell’Anatolia, era Milasa (odierna Milas); qui regnò Mausolo (377-353 a.C.), signore della regione e governatore del Gran Re di Persia, prima di trasferire la sua capitale, e di conseguenza la sua residenza, in una città sulla costa, Alicarnasso (l’odierna Bodrum). Era l’anno 367 a.C. I vantaggi del cambiamento erano numerosi: Alicarnasso, che aveva già dato i natali al celebre storico Erodoto più di un secolo prima, era dotata di un grande porto, protetto verso il mare da un’isola; la penisola, sulla quale era costruita la città, era fertile, ricca di fonti d’acqua e circondata da foreste fitte.
La nuova città voluta da Mausolo, pianificata “alla greca” in maniera coerente e razionale, fu circondata da possenti fortificazioni e dotata al centro di un’agorà. A metà altezza, sulle pendici cui si appoggia l’impianto urbano, ben visibile dal mare, Mausolo volle la costruzione di un enorme monumento sepolcrale, appunto il cosiddetto “Mausoleo”, destinato ad ospitare le spoglie sue e della sua famiglia. Il Mausoleo, costruzione piuttosto ardita, a cui lavorarono molti celebri artisti greci (Timoteo, Leocare, Scopa e Briasside nella notizia tramandataci da Plinio il Vecchio), sopravvisse per tutta l’antichità, fino al Medioevo, almeno fino al XII secolo, quando alcune fonti ne testimoniano ancora l’esistenza. Poi scomparve, in parte distrutto dai terremoti, in parte smontato dalla mano dell’uomo, sempre a caccia di pietra da reimpiegare.
La riscoperta del Mausoleo, inserito già in antico nella lista delle Sette Meraviglie, si deve all’inglese Charles T. Newton, già curatore del dipartimento per le antichità del British Museum di Londra. Siamo nel 1856.
 

Claudia Lambrugo è ricercatrice in archeologia classica presso l’Università degli Studi di Milano. Partecipa a diversi progetti di ricerca e scavo archeologico in Sicilia, Magna Grecia e a Gortina (Creta). I suoi principali ambiti di ricerca sono l’archeologia funeraria, specie in riferimento alla Sicilia arcaica, l’universo infantile (giochi e giocattoli e infanzia in morte), quindi lo studio delle ceramiche greche e magnogreche con attenzione alla lettura delle immagini e all’analisi dei contesti. Ha al proprio attivo una settantina tra articoli in riviste scientifiche, contributi a volumi miscellanei, cataloghi di mostre e atti di convegno; insieme a Giorgio Bejor e a Marina Castoldi, è autrice del manuale universitario Arte greca. Dal decimo al primo secolo a.C., Mondadori Università, Milano 2008, con riedizione nel 2013, e del saggio Botteghe e artigiani. Marmorari, bronzisti, ceramisti e vetrai nell’antichità classica, Mondadori Università, Milano 2012. Di recentissima uscita è la sua monografia Profumi di argilla. Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela, L’ “Erma” di Bretschneider, Roma 2013.


 
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