L'Associazione Italiana di Cultura Classica
Delegazione della Svizzera Italiana

in collaborazione con il
Liceo cantonale di Bellinzona

invita alla conferenza

LA PANTERA NEL MONDO CLASSICO

Fascino ipnotico
e potere seduttivo di un felino


della Prof.ssa Claudia Lambrugo
(Università degli Studi di Milano)


Giovedì, 17 novembre 2022, ore 18.00

Liceo cantonale di Bellinzona
(blocco A dei prefabbricati, lungo il fiume Ticino, aula multimediale segnalata all'entrata, parcheggi a disposizione)

 

 

Il mondo classico viveva di un’interazione con l’universo animale ben più profonda e significante di quanto non accada nel distratto mondo contemporaneo. Greci e Romani prestavano molta attenzione al comportamento degli animali cui tendevano ad attribuire speciali valenze metaforiche. Gli animali sono anche i protagonisti assoluti dell’immaginario figurato nell’arte greca dei secoli VII e VI a.C., quando scultura e ceramica conoscono un’autentica ‘invasione’ animale: teorie di felini, volatili, capre, galli, tori sfilano allora sulle superfici dei vasi in sequenze che storici e archeologi hanno a lungo giudicato puramente ornamentali, ma sui cui significati profondi si è finalmente iniziato a riflettere, e con risultati sorprendenti. Ne sta emergendo infatti un panorama, suggestivo e molto promettente, di codici culturali e quadri normativi veicolati proprio dalle abitudini degli animali, attori di primo piano anche in una ricca favolistica aneddottica. È in questo quadro che si inseriscono gli studi della relatrice sulla pantera, animale esotico per eccellenza, intorno al quale i Greci prima, i Romani poi, costruirono una fama di straordinaria bellezza, flessuosa eleganza e rapace arte seduttiva, dando vita ad un immaginario che non solo funzionò con coerenza nell’arte classica, ma si radicò tanto profondamente nella cultura europea da potersi considerare in parte ancora valido.


Claudia Lambrugo è Professore associato in Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna Archeologia e Storia dell’Arte Greca. I suoi principali ambiti di ricerca sono l’archeo­logia funeraria, specie in riferimento alla Sicilia arcaica, l’universo culturale infantile e femminile, nonché lo studio delle ceramiche greche e magnogreche con attenzione alla lettura delle immagini e all’analisi dei contesti. Ha al proprio attivo circa 150 tra articoli in riviste scientifiche, contributi a volumi miscellanei, cataloghi di mostre e atti di convegno. È autrice della monografia Profumi di argilla. Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela, Roma 2013; curatrice di numerosi volumi collettanei, quali L’infanzia e il gioco nel mondo antico. Materiali della Collezione Sambon di Milano, Milano 2012; Il gioco e i giochi tra cultura materiale e immateriale, Bari 2013; I materiali della Collezione Archeologica “Giulio Sambon” di Milano. Tra alea e agòn: giochi di abilità e di azzardo, Sesto Fiorentino 2015; Una favola breve. Archeologia e Antropologia per la storia dell’infanzia, Sesto Fiorentino 2019; Studi in omaggio a Giorgio Bejor, Sesto Fiorentino 2020. Insieme a Giorgio Bejor e Marina Castoldi, è autrice dei manuali universitari Arte greca. Dal decimo al primo secolo a.C., Mondadori Università, Milano 2008 (con riedizioni aggiornate 2013 e 2021); Botteghe e artigiani. Marmorari, bronzisti, ceramisti e vetrai nell’antichità classica, Mondadori Università, Milano 2012.
Dirige lo scavo archeologico di un insediamento rurale nella Puglia anellenica (sito di Jazzo Fornasiello nel territorio di Gravina in Puglia, Bari) nell’ambito del progetto scientifico Oltre la chora, volto alla conoscenza per scavi e ricognizioni delle dinamiche di scambio e interazione tra Greci e non Greci in Italia Meridionale; codirige, con Fabrizio Slavazzi e in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA), lo scavo del complesso termale noto come “Terme a Sud del Pretorio” a Gortyna, Creta.

 

 

Con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino / Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana

 

 

Immagine:

Disegno liberamente ispirato di Claudia Lambrugo.